BILANCIO COMUNALE: CROLLO DELLE ENTRATE IMU

Ufficio: 
SINDACO

COMUNICATO STAMPA

 

Il 2017 potrebbe essere un anno difficile per il bilancio del Comune di Roncadelle. Sembra un paradosso, dopo l’apertura del nuovo centro commerciale Elnòs, ma facilmente comprensibile perché la causa è proprio lì.

 

E’ il sindaco Damiano Spada che ne spiega le motivazioni:

“I benefici economici che un insediamento commerciale porta al comune sono di due tipi: da un lato gli oneri di urbanizzazione, che l’operatore deve versare nella casse comunali prima di iniziare l’edificazione e che il comune sta regolarmente incassando. Essendo tali entrate non ripetibili, è sinonimo di buona amministrazione utilizzarle per gli investimenti (ristrutturazioni e riqualificazioni del patrimonio, etc) e non per le voci di spesa corrente. Dall’altro lato, ci sono le entrate che ogni anno i proprietari dell’immobile dovranno versare a titolo di Imu e che vengono, invece, utilizzate nel bilancio per consentire il funzionamento ordinario del comune, comprese tutte le spese necessarie a finanziare e sostenere i servizi comunali.

Ed è proprio in questo secondo contesto che è sorto un problema gravoso per il bilancio del Comune. Perché, rispetto a quanto il comune ha incassato in tutti questi anni a titolo di Imu sull’area fabbricabile di via Luigi Einaudi, ora che il nuovo centro commerciale è stato effettivamente fabbricato il versamento Imu rischia di essere inferiore di quasi 500.000 euro all’anno.

Due le cause: la categoria ed il valore della rendita catastale.

Per noi questa è stata una sorpresa del tutto inaspettata ed imprevedibile. Infatti, i dati a nostra disposizione dicevano ben altro. 

Rispetto alle categorie catastali, per tutti i centri commerciali della nostra provincia e non (come il centro InterIkea di Villesse (GO), struttura gemella di “Elnòs”, e “Il centro” di Arese (MI) inaugurato solo nove mesi fa) risultano classificate le diverse tipologie di negozi in modo differente in base alle dimensioni delle singole unità immobiliari (tecnicamente C e D), mentre ad Elnòs risulta attribuita la medesima categoria D a tutte le sue attività. Siccome il gettito IMU per le categorie C viene incassato interamente dal Comune, mentre quello per le categorie D viene incassato principalmente dallo Stato, è evidente il danno (in termini di minori entrate) che subirebbe il Comune.

L’altra causa riguarda il valore catastale attribuito all’edificio di Elnòs, nuovo di zecca, che però risulta inferiore più della metà rispetto ad un immobile simile ma costruito oltre vent’anni fa.

 

E’ chiaro che una situazione di questo tipo sia inaccettabile, non solo per il danno economico che produce al nostro Comune, ma anche perché illogico e senza senso alcuno e perché potrebbe costituire, qualora non contrastato, un pericoloso precedente per tantissimi altri Comuni italiani. Per questo abbiamo già coinvolto l’ACB, Associazione Comuni Bresciani, e l’ANCI regionale per condividere con loro la problematica e per prendere eventualmente contatto con il Ministero dell’Economia. Inoltre, abbiamo già depositato ricorso avanti la competente Commissione Tributaria Provinciale per chiedere semplicemente che anche il nostro caso venga trattato come tutti gli altri in Italia e venga attribuito anche al centro Elnòs il corretto accatastamento.

Insomma, stiamo percorrendo tutte le strade per tutelare il nostro bilancio ed i soldi dei nostri cittadini. Per il 2017 siamo costretti ad impiegare entrate straordinarie per coprire la mancata entrata di 500.000 euro, rinunciando a realizzare opere sul patrimonio comunale. Il mio timore è di essere costretti a scelte più drastiche nel prossimo futuro.

In ogni caso, auspichiamo un bonario componimento delle vertenza e che la proprietà e l’Agenzia delle Entrate correggano il tutto attribuendo i giusti valori e la giusta classificazione al fabbricato."

Data pubblicazione: 
Venerdì, 10 Febbraio, 2017